usa express (2015)

«[…] il paesaggio è la porta che permette non tanto di ricordare la nostra vita quanto di entrare in una dimensione in cui la memoria e l’immaginazione si uniscono creando qualcosa di nuovo, dove i fatti accaduti si mescolano alle cose che non sono ancora avvenute o che non potranno mai avvenire, e nella quale vivono epoche diverse in una metaforica molteplicità di caratteri e di orientamenti, di intenzionalità e di casualità, di vittorie e sconfitte. Nella stratificata bellezza del paesaggio, in cui la permanenza della geografia si inverte nella temporalità più breve e ritmata delle edificazioni e delle varie forme della vegetazione, tutto ciò che è stato desiderato sembra essersi realizzato, e le presenze concrete si fanno identità idealizzate.
Ogni cosa appare un una luce diversa, mentre il tempo si configura come un succederesti di cose, di eventi e di persone del tutto imprevedibile e arbitrario, come in un sogno. La stratificazione di momenti, di sensazioni, di evocazioni e di conoscenze, che costituisce la suggestione che il paesaggio produce in noi è l’humus dal quale nasce non solo il senso dell’esistenza, ma anche l’idea che essa debba avere una necessità e un fine»*

In concomitanza con la conclusione del secondo mandato del quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ho attraversato il paese in treno: da Los Angels a New York. Undici stati (California CA, Arizona AZ, New Mexico NM, Colorado CO, Kansas KS, Missouri MO, Iowa IA, Illinois IL, Indiana IN, Ohio OH, New York NY) e tre cambi di fuso orario (New Mexico, Kansas, Indiana). Circa sessantasei ore in viaggio per 5188,52 km (3224 miglia) e cinquantadue stazioni.
È il paesaggio a stabilire i confini reali tra gli stati. Natura e urbanizzazione si sovrappongono e si dissolvono. Dalle vastità del New Mexico, agli squarci lasciati dalla crisi a nord dello stato di NY. I tramonti del Colorado e l’umanità sognante del treno. L’odore delle stazioni al repentino passaggio dal vagone al marciapiede, per una sigaretta aspirata di gran fretta. Il profumo di freddo, di pesce, di pioggia improvvisa, di primavera. Di fine e di principio.

* Franco Purini, Memorie verdi / Green memories, in “Lotus International”, 157, 2015, pp. 7; 15-16.